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Libro «Il flagello degli schiavisti». Romolo Gessi in Sudan (1874-1881) - editore: Giorgio Pozzi Editore - anno: 2022

Descrizione

Tra i grandi viaggiatori e avventurieri italiani in Africa, Romolo Gessi gode da sempre di una indiscussa popolarità. Giunto in Sudan nel 1874 come funzionario governativo, divenne famoso per la circumnavigazione del lago Alberto. Nel 1878 Charles Gordon, allora governatore generale del Sudan, gli affidò la missione di sconfiggere i «mercanti di schiavi» che dominavano la regione meridionale del paese. Iniziava così un'epica campagna che terminò solo nel 1880 dopo durissimi scontri. Vincitore militarmente ma non politicamente, Gessi, dopo essere stato salutato come «Il flagello degli schiavisti», fu costretto a dimettersi. Nel tentativo di raggiungere la capitale del Sudan rimase intrappolato nelle paludi nilotiche e circa quattrocento uomini del suo seguito perirono di stenti. Lo stesso Gessi fu sul punto di soccombere, e si riebbe solo parzialmente dalle fatiche del viaggio. Ricoverato all'ospedale francese di Suez si spense nell'aprile del 1881. Analizzando criticamente la documentazione disponibile, integrata dalla pubblicazione di numerose lettere, l'autore offre un ritratto di Romolo Gessi più sensibile ai luoghi e alle circostanze in cui si svolse la sua azione.

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Descrizione

Tra i grandi viaggiatori e avventurieri italiani in Africa, Romolo Gessi gode da sempre di una indiscussa popolarità. Giunto in Sudan nel 1874 come funzionario governativo, divenne famoso per la circumnavigazione del lago Alberto. Nel 1878 Charles Gordon, allora governatore generale del Sudan, gli affidò la missione di sconfiggere i «mercanti di schiavi» che dominavano la regione meridionale del paese. Iniziava così un'epica campagna che terminò solo nel 1880 dopo durissimi scontri. Vincitore militarmente ma non politicamente, Gessi, dopo essere stato salutato come «Il flagello degli schiavisti», fu costretto a dimettersi. Nel tentativo di raggiungere la capitale del Sudan rimase intrappolato nelle paludi nilotiche e circa quattrocento uomini del suo seguito perirono di stenti. Lo stesso Gessi fu sul punto di soccombere, e si riebbe solo parzialmente dalle fatiche del viaggio. Ricoverato all'ospedale francese di Suez si spense nell'aprile del 1881. Analizzando criticamente la documentazione disponibile, integrata dalla pubblicazione di numerose lettere, l'autore offre un ritratto di Romolo Gessi più sensibile ai luoghi e alle circostanze in cui si svolse la sua azione.

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